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Con l’approvazione del ddl lavoro è in arrivo un importante novità in materia di pensioni volta a sanare le omissioni contributive. Tutti coloro che hanno periodi di lavoro non coperti da contribuzione e che sono caduti in prescrizione avranno la possibilità di richiedere all’Inps la costituzione di una rendita vitalizia, pagando un onere di importo pari a quello del riscatto. La novità consente di arricchire la pensione, recuperando periodi di lavoro definitivamente persi. La misura è stabilita dall’art. 30 del ddl lavoro ed interessa i lavoratori dipendenti e i co.co.co in merito ai contributi non versati per inadempimento del datore di lavoro o del committente.

La normativa:

I contributi previdenziali si prescrivono trascorsi cinque anni dal giorno di scadenza del versamento. Superato tale termine, il datore di lavoro non ha alcuna facoltà di regolarizzare l’omissione, né l’Inps può più riceverli in pagamento. In ogni caso, qualora il lavoratore denunci il datore di lavoro per un’omissione contributiva entro il termine di prescrizione quinquennale, l’Inps può procedere al recupero entro dieci anni dall’omissione. Decorso il termine dei cinque anni, al lavoratore resta solo la possibilità di richiedere la costituzione di una rendita vitalizia, entro il termine di prescrizione decennale. 

L’istituto della rendita vitalizia:

La rendita vitalizia ha come obiettivo specifico quello di rimediare alle omissioni contributive nei casi in cui il recupero dei contributi sia diventato impossibile per maturata prescrizione. Difatti, quando i contributi sono andati in prescrizione non opera più nemmeno il principio di automaticità delle prestazioni, che assicura al lavoratore il diritto alle prestazioni anche quando i contributi non siano stati versati, né risulta più possibile la riscossione coattiva dei contributi da parte dell’Inps. In tali circostanze, al lavoratore resta una sola soluzione: il risarcimento del danno generico ovvero in forma specifica tramite la costituzione di una rendita vitalizia reversibile. La rendita ha lo scopo di coprire la pensione o la parte di pensione che sarebbe spettata al lavoratore in relazione ai contributi omessi.

La novità:

L’attuale disciplina sulla costituzione di una rendita vitalizia prevede, nel termine ordinario della prescrizione decennale, due possibilità di azione: che la richiesta all’Inps venga inoltrata dal datore di lavoro oppure, in alternativa, dal lavoratore, nei soli casi in cui non sia possibile ottenerla dal datore di lavoro. A tal riguardo, il ddl lavoro permette di aggiungere una nuova azione che non è soggetta a prescrizione, utilizzabile nel caso in cui le prime due condizioni non siano più fruibili perché cadute in prescrizione. La nuova possibilità è esercitabile, con onere finanziario a carico esclusivo del lavoratore, la cui misura è determinata con gli stessi criteri utilizzati per il calcolo del riscatto.

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